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Luigi Einaudi Junior Ensemble

Apertura del convegno su Luigi Einaudi alle Ogr di Torino da parte del sestetto composto da:

  • Enrico Belsito – primo violino
  • Erik Marassi – primo violino
  • Giulia Scarano – secondo violino
  • Miranda Cerenzia – secondo violino
  • Lorenzo Croci – viola
  • Tommaso Verganti – violoncello

Hanno suonato “Crisantemi” di Giacomo Puccini e “Inno alla gioia” di Ludwig van Beethoven.

La lezione di Einaudi

Tra Libertà e democrazia alle Ogr confronto sul grande economista eletto nel 1948 presidente della Repubblica: “Che cosa può fare l’Europa per la pace?”

di Giulia Ricci – La Stampa del 09 ottobre 2025

Da una parte “pace, Europa, economia, democrazia, utopia e libertà”. Dall’altra la lontananza dei giovani da Bruxelles e dai partiti, ma il pensiero che va all’Europa se si vogliono declinare i valori di libertà. Le prime sono le parole chiave di Luigi Einaudi, la seconda è la risposta degli studenti delle superiori al sondaggio promosso nelle scuole dalla Fondazione torinese che porta avanti il pensiero politico liberale. Il filo rosso è stato tessuto ieri alle Ogr durante l’evento dedicato al secondo presidente della Repubblica italiana moderato dal direttore de La Stampa Andrea Malaguti, dove a confrontarsi sono stati proprio quei giovani con intellettuali, accademici, scrittori.

“Chiudi le porte ma apri i salotti, salvi le banche ma affoghi i barconi”, cantano in apertura i giovanissimi della This Iss nobili band, la kefiah sulle spalle, dopo l’inno dell’Unione con la Luigi Einaudi junior ensemble. “Se volete costruire un’Europa che a noi non è riuscita abbastanza, dovete rinunciare a una quota di voi stessi, demandarla a un bene comune”, è l’invito di Carlo Ossola, presidente della Treccani. La prima domanda dei ragazzi, tra dubbi e voglia di sapere, è la più semplice: “Qual è il vantaggio concreto di uno Stato sovranazionale?”. A rispondere è Michele Serra: “L’idea di appartenere a una comunità un po’ più solida nei suoi principi. Il punto non è cosa faccia ‘concretamente’, ma idealmente. Su questo, però, la politica non riesce a emozionare più”. Parole che fanno eco a quelle del “padrone di casa”, Domenico Siniscalco, presidente della Fondazione Luigi Eianudi: “Ai politici servirebbe un manuale”. E cita una frase dell’ex presidente della Repubblica: “Non si è forti, non si è potenti se non si è mossi da qualche ideale, se non ci scalda il cuore la fiamma di qualche meta da raggiungere”. Per parlare ai ragazzi ci sono lo street artist Greg Goya e lo stand up comedian Renato Minutolo. Ma la seconda domanda è per l’inviata Stefania Battistini: “Cosa può fare l’Europa in termini di pace internazionale?””Riarmo. Che non vuol dire svegliarsi e invadere un altro Stato, ma potersi dotare di strumenti per difendere i nostri ideali”, la risposta. La scrittrice Chiara Valerio legge uno stralcio del discorso di Einaudi durante l’assemblea costituente del 29 luglio 1947: “Se noi non sapremo farci portatori di un ideale umano e moderno nell’Europa di oggi, smarrita e incerta sulla via da percorrere, noi siamo perduti e con noi è perduta l’Europa”

L’intervento più applaufito e forse il più politico, è quello del direttore del Museo Egizio Christian Greco, che prende spunto dalla storia: “L’Europa vuole nascondere la sofferenza, dai migranti ai senzatetto, ma è quella che ci rende umani. Il dolore, nella cultura greca, aveva una funzione catartica: partiamo da lì per ricostruire”. A concludere, su domanda degli studenti, è la rettrice di Unito Cristina Prandi: “La sfida della formazione di nuove competenze, in una dimensione europea, è un pilastro di costruzione”. Come diceva Luigi Einaudi, nei ricordi di tutti e in quelli della nipote, “conoscere per deliberare”.

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